Redacted - La Cosa nella Casa Bianca

 
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Cosa accadrebbe se un mostro gigantesco dal cervello primordiale si annidasse nella Casa Bianca - il centro del potere negli USA e, di riflesso, in Occidente - e con ogni suo movimento inconsulto distruggesse tutto quanto dall'interno?
Non è difficile da immaginare: lo abbiamo sotto gli occhi dal 20 gennaio 2025. Ma nessuno, tantomeno gli attuali "influencer dell'informazione", vi ha mai detto come sia potuto capitare.
Non occorre che siate esperti di geopolitica, ma dovete avere pazienza, perché è una storia lunga che probabilmente nessuno vi ha mai raccontato: quella della "Cosa nella Casa Bianca" e dell'unico uomo che sappia dominarla.

Lo stemma del KGB

C'era una volta il KGB
1917: con la Rivoluzione in Russia, avvenuta durante la Prima guerra mondiale, cade l'ultimo zar. La neonata Unione Sovietica, in sigla URSS, acquisisce i territori dell'Impero Russo e ne recupera qualcun altro perso per strada. Per esempio, nel 1922 invade l'Ucraina, all'epoca stato indipendente.
L'ideologia marxista che ha animato la Rivoluzione sta già lasciando il posto a lotte di potere, imperialismo, dittatura e corruzione, anche se il mondo considera l'URSS il faro del comunismo e del proletariato. Molti ci crederanno ancora un secolo dopo, ma non è mai stato vero: per dirne una, negli anni in cui è al potere Stalin (1927-1953) nell'URSS si contano almeno venti milioni di vittime innocenti, più del doppio di quelle di Hitler nei suoi lager
Fin dall'inizio il regime sovietico organizza una polizia segreta, che durerà fino al crollo dell'URSS e nel tempo avrà varie sigle, di cui la più famosa è KGB (1954-1991). Il suo compito è tenere sotto stretto controllo la popolazione; reprimere il dissenso con arresti, torture, omicidi e deportazioni in Siberia; compiere operazioni di spionaggio, assassinio, disinformazione e destabilizzazione politica all'estero.
Dopo la Seconda guerra mondiale, dal 1945, il mondo vede la contrapposizione tra la NATO (l'Alleanza Atlantica che riunisce USA, Canada e vari paesi dell'Europa Occidentale "capitalista") e il Patto di Varsavia (il blocco "comunista" che lega l'URSS ai paesi dell'Europa Orientale finiti sotto il suo controllo politico-militare dopo il conflitto).
Il confronto tra i due blocchi, la cosiddetta "Guerra Fredda", durerà fino al 1989, quando l'URSS - dopo decenni di spese militari, repressione, crisi economica e burocrazia corrotta - malgrado il rinnovamento (Perestrojika) tentato dal presidente Gorbachev, crolla sotto il peso insostenibile di una realtà disastrosa.
Rimane solo la Federazione Russa, costretta a restituire l'indipendenza a vari territori occupati, tra cui l'Ucraina, la Bielorussia, i Paesi Baltici. Cessa di esistere anche il Patto di Varsavia: i Paesi dell'Europa Orientale vengono liberati dopo quasi mezzo secolo di oppressione dalla Russia.
A Mosca il KGB viene diviso in due tronconi: l'SVR per lo spionaggio all'estero e l'FSB, che dovrebbe occuparsi perlopiù di questioni interne. Potrebbero arrivare finalmente libertà e democrazia, che il popolo russo non ha mai potuto conoscere in tutta la sua Storia, ma le cose andranno diversamente.
Nel 1998 viene nominato direttore dell'FSB un ex agente del KGB, che dal 1990 ha occupato cariche politiche nella città di San Pietroburgo. Qui ha imparato a muoversi nel caos di una Russia non più "comunista", il cui nascente e aggressivo capitalismo si lega a vecchie figure di potere dello Stato sovietico e del KGB, e a nuove leve del crimine organizzato, che presto si espanderà in tutto l'Occidente. Sono gli "oligarchi" della nuova Russia.
Nel 1999 il suddetto direttore dell'FSB - che è riuscito a mantenere una continuità tra il vecchio KGB e la nuova polizia segreta - diventa primo ministro della Federazione Russa. Alterna per qualche tempo il ruolo di premier a quello di presidente, poi diventa di fatto presidente a vita, grazie a riforme a lui opportune e al controllo delle elezioni, di cui è automaticamente vincitore.
In sostanza, l'ex spia del KGB ed ex faccendiere di San Pietroburgo, divenuto dittatore a tempo pieno, è al potere ininterrottamente a Mosca da ventisette anni: "lo Zar", come viene soprannominato.

L'inserzione del 2 settembre 1987 (v. sotto)

Un americano alla corte dello Zar
Come ex direttore dell'FSB, è probabile che lo Zar sia al corrente di un'operazione iniziata negli anni '80 dal KGB. Un affarista degli USA, che già aveva avuto contatti con spie sovietiche a New York, nell'estate del 1987 fu invitato a Mosca, dove probabilmente venne reclutato (con denaro o ricatto, ancora non lo sappiamo), diventando una "risorsa" del servizio segreto russo.
Non c'è modo di controllare se davvero a quest'uomo il KGB abbia dato il nome in codice "Krasnov" (come ha affermato una spia russa attiva in quegli anni). Fatto sta che, al suo ritorno negli USA dopo il viaggio a Mosca, l'affarista fece la sua primissima, importante e costosa azione di propaganda a favore dell'URSS.
Comprò un'intera pagina pubblicitaria su tre importanti quotidiani degli Stati Uniti - New York Times, Boston Globe e Washington Post - e il 2 settembre 1987 (v. immagine sopra) pubblicò di punto in bianco, sotto forma di "lettera" ai suoi connazionali, un proprio programma politico guarda caso coincidente con gli interessi russi.
In sostanza, con il pretesto di annullare il deficit degli USA, proponeva di tagliare le spese per la difesa dei Paesi alleati. Sosteneva - falsamente - che gli USA si sobbarcassero l'intero peso economico dei costi militari per Giappone, Arabia Saudita "e altri Paesi" che non spendevano nulla e se ne approfittavano soltanto. Non venivano citati espressamente, ma gli "altri paesi" includono anche i membri della NATO in Europa Occidentale.
Secondo la teoria dell'affarista, gli USA avrebbero risparmiato un sacco di "vite umane e miliardi di dollari" abbandonando i propri alleati. Per i membri della NATO (nata proprio per la difesa comune) significava il pericolo reale di un attacco dalla Russia, che - anche se questo dettaglio veniva taciuto - aveva già pronti piani precisi di conquista, dall'invasione del continente ai missili nucleari su capitali europee.
Per la Russia, insomma, la dissoluzione delle alleanze degli USA implicava - nel 1987 come nel 2026 - la possibilità di espandere la propria area di influenza e addirittura prendere il controllo di tutta l'Europa.
L'inserzione sui giornali dell'affarista si rivelò ben presto essere il suo programma per diventare presidente degli USA, anche se una figura come lui, del tutto priva di esperienza politica, non poteva farsi strada dall'oggi al domani. Forse anche a causa della fine dell'URSS nel 1989, ci avrebbe messo più tempo del previsto.
Nei decenni successivi l'affarista si trova più volte sull'orlo del fallimento per i suoi ambiziosi e maldestri progetti immobiliari, ma viene sempre salvato dall'esplicito sostegno monetario di oligarchi russi legati al potere a Mosca.
Così riesce a stare a galla economicamente e persino a consolidarsi come "uomo politico" nel Partito Repubblicano (quello più di destra negli USA, contrapposto al più moderato Partito Democratico), fino a diventarne il candidato alla presidenza nelle elezioni del novembre 2016.


Spia, stupratore, presidente
La propaganda russa, intanto, ha imparato ad agire su Internet, creando falsi account sui social network per diffondere fake news a favore dell'affarista (ora candidato repubblicano alla presidenza USA) e contro la candidata democratica sua rivale.
Si chiama "disinformazione", una tecnica di cui i servizi segreti russi sono stati maestri per un secolo e che ora hanno saputo adattare alle nuove tecnologie. Così, nel novembre 2016 l'affarista viene eletto presidente degli Stati Uniti e assume l'incarico nel gennaio 2017.
La nuova Russia dello Zar venuto dal KGB - i cui obiettivi sono gli stessi dei tempi dell'URSS, cioè dittatura e imperialismo - è riuscita a piazzare il proprio uomo alla Casa Bianca.
Anche se al pubblico non viene detto (sarebbe molto imbarazzante ammettere di fronte a tutti che gli USA hanno eletto presidente l'emissario di una potenza straniera) i servizi segreti americani sanno benissimo che l'uomo che sale al potere nel gennaio 2017 è un agente dello Zar, tanto che si affrettano a portare in salvo i propri agenti in Russia, rendendosi conto che lo stesso presidente ne potrebbe rivelare le identità all'FSB, che li arresterebbe subito.
Il nemico è in casa. La Casa Bianca.
Del resto, negli incontri con diplomatici russi nel suo ufficio, l'affarista neo-presidente non esita a rivelare loro informazioni segretissime, senza nemmeno preoccuparsi che lo si venga a sapere, tanto lui può fare tutto quel che vuole.
Non stiamo certo parlando di un sofisticato agente segreto venuto di nascosto a fare "la talpa" per conto di una potenza straniera. Stiamo parlando di un individuo grezzo, arrogante e privo di coscienza, che pensa ai propri interessi personali.
Che sono, semplicemente:
-fare sesso, anche con partner non consenzienti (si veda sotto la prima pagina del Daily News del 10 maggio 2023, relativa a un suo stupro del 1990) 
-arricchire se stesso e la propria famiglia; del resto il presidente ha cominciato la sua carriera di affarista con i soldi di papà, prima di avere bisogno di quelli degli oligarchi russi
-confermare la propria influenza sul Partito Repubblicano, per essere candidato a un secondo mandato presidenziale (negli USA si può essere eletti alla Casa Bianca solo per quattro anni e non più di due volte, ma per ogni elezione bisogna in ogni caso essere scelti come candidati dal proprio partito)
-grazie al suo peso politico, soffocare le inchieste giudiziarie a suo carico, sia per evasione fiscale, sia per abusi sessuali (e in quel periodo non è ancora esplosa la questione degli Epstein Files che aggraverà la sua posizione con presunte violenze su minorenni!)
C'è un prezzo per tutto questo: il neo-presidente USA deve eseguire gli ordini dello Zar, che lo ha portato al potere negli USA.


Un agente russo alla Casa Bianca
Lo vediamo già dal fatto che, nei vari incontri internazionali, lo Zar è l'unico leader straniero che il nuovo presidente non tratta con prepotenza e disprezzo, bensì con obbedienza e remissività.
I risultati sono presto evidenti. A livello internazionale, per esempio, il presidente USA:
-prende decisioni sui trattati riguardanti le armi nucleari che favoriscono gli interessi di Mosca
-ritira le truppe USA dalla regione dei curdi siriani, eroici alleati dell'Occidente nella lotta allo Stato terrorista dell'ISIS, e li lascia esposti agli interventi militari di Russia e Turchia
-pone un ricatto all'Ucraina (su cui tornerò tra poco) che dal 2014 è sotto attacco da parte della Russia
-ordina il ritiro delle truppe USA dall'Afghanistan (che per i relativi tempi tecnici verrà eseguito nel 2021, nell'intervallo in cui lui non è lui presidente, quindi tutti daranno ingiustamente la colpa al suo successore Biden); ciò permetterà il ritorno al potere dei fanatici telebani, con cui si metterà subito d'accordo la Russia.

Ma il vero obiettivo dello Zar, tramite il proprio burattino alla Casa Bianca, è demolire il sistema USA dall'internoFin da bambino la cultura sovietica gli ha insegnato che gli USA erano il nemico da distruggere. Ora, da grande, lo Zar dispone di un giocattolo che gli permette di realizzare quel sogno: ha in pugno il loro presidente.
Cosa ci dimostra che il leader della Casa Bianca stia davvero eseguendo gli ordini dello Zar? Per cominciare il fatto che, esattamente come il suo collega a Mosca, coltivi gruppi estremisti e nazisti, e ideologie religiose fondamentaliste, antiabortiste e omofobe. 
Infatti il presidente USA:
-sostiene, chiamandoli "veri patrioti", i fanatici di Qanon, i suprematisti bianchi e persino gruppi dichiaratamente nazisti
-istiga razzismo, xenofobia e odio verso gli immigrati ispanici o non-bianchi, ponendo le basi per una possibile guerra civile negli USA
-sostiene i fondamentalisti religiosi protestanti, contrari ad aborto e diritti LGBTIQ+
-sostiene i fondamentalisti religiosi cattolici, contrari ad aborto e diritti LGBTIQ+; sia quelli dell'Opus Dei (alcuni dei quali occupano posizioni di potere a Washington), sia quelli del World Family Congress, organizzazione finanziata dalla Russia che si collega all'associazione spagnola Hazte Oir/CitizenGo, intermediaria dei finanziamenti russi a partiti di estrema destra in Europa
-nomina alla Corte Suprema USA una maggioranza di giudici di destra che, in particolare, si esprimerà contro il diritto all'aborto (ciò avverrà però nel 2022, nell'intervallo in cui non è lui il presidente, quindi tutti daranno ingiustamente la colpa al suo successore Biden).

Ma non basta, perché grazie anche a un "fortunato" imprevisto, il presidente USA aumenta drasticamente la mortalità nel proprio Paese:
-demolisce la sanità pubblica organizzata dal suo predecessore, il democratico Obama, pertanto dal 2017 negli USA si torna a privilegiare i cittadini più ricchi, che possono permettersi di pagare per la propria salute, penalizzando i più poveri e gli immigrati
-all'arrivo della pandemia del Covid-19 nel 2020, flirta con il negazionismo e le "terapie alternative", suggerendo di immunizzarsi ingerendo candeggina, il che provoca l'aumento del 121% dei casi di avvelenamento da candeggina negli USA durante la settimana seguente al suo annuncio
-con la sua pessima gestione della pandemia del 2020-21, nell'ultimo anno della sua prima presidenza lascia morire di Covid-19 oltre 400.000 persone, che - grazie anche alle false convinzioni da lui diffuse tra i propri seguaci - saliranno entro il 2023 a oltre un milione (ma, quando nel 2020 lo stesso presidente ha contratto il Covid-19, ha avuto a disposizione solo per sé uno staff medico equivalente a quello di un intero ospedale).
Stiamo quindi parlando del presidente USA che ha propiziato il maggior numero di decessi per una singola causa tra i propri connazionali (nelle fasi più calde della Seconda guerra mondiale, durante la presidenza di F. D. Roosevelt, tra il 1941 e il 1945 ci furono circa 400.000 caduti statunitensi).

Il presidente che tradì due volte
Mai nella storia degli Stati Uniti d'America un presidente era stato sottoposto per ben due volte al procedimento di impeachment, cioè la messa in stato di accusa da parte del Congresso USA in caso di atti illeciti commessi dalla Casa Bianca: è l'unico modo per "processare" un presidente USA in carica.
In tempi recenti, nel 1973 il presidente repubblicano Nixon, quando era venuto alla luce lo scandalo Watergate (le sue operazioni illegittime di spionaggio a danno del rivale Partito Democratico, in vista delle elezioni), aveva preferito dare le dimissioni prima ancora di essere effettivamente sottoposto a impeachment, sapendo che sarebbe stato espulso dalla Casa Bianca.
Nel 1999 il presidente democratico Bill Clinton era stato sottoposto a impeachment per avere mentito su una sua relazione sessuale extraconiugale consumata alla Casa Bianca, poi giudicata però una questione personale che non interferiva con la politica del Paese.
Ma mai un presidente degli Stati Uniti d'America era stato sottoposto a impeachment per questioni che, di fatto, potevano essere considerate alto tradimento del proprio Paese.
All'attuale presidente capiterà due volte, per gravissimi reati commessi nel luglio 2019 e poco prima di lasciare l'incarico nel gennaio 2021, ma in entrambi i casi ne uscirà indenne, grazie al sostegno militante del Partito Repubblicano che lo proteggerà a ogni costo.
Il primo episodio è, appunto, nell'estate del 2019: riguarda l'Ucraina, ma avrà conseguenze in Iran.


Cosa c'entrano Ucraina e Iran?
Nel 2014 l'Ucraina era indipendente, ma sotto un presidente e un governo che obbedivano agli ordini dello Zar. Quando il leader russo le vietò di proseguire la lenta procedura per entrare nell'Unione Europea, le proteste di Majdan (la piazza principale della capitale Kiev) sfociarono in una vera e propria rivoluzione: gli ucraini erano stanchi che la loro politica venisse decisa a Mosca.
Il governo cadde, il presidente si rifugiò dal suo padrone in Russia e finalmente ci furono elezioni libere.
Ma lo Zar non voleva perdere il controllo dell'Ucraina, non solo perché è storicamente ricca di risorse agricole e minerarie, non solo perché è molto industrializzata (tanto da ricevere investimenti dall'estero, compresi gli USA), ma anche perché in Ucraina passano condotte petrolifere gestite con enormi profitti leciti e illeciti da oligarchi russi.
Quindi scattò subito la punizione dello Zar: nel 2014 la Russia occupò illegalmente la penisola ucraina della Crimea e inviò truppe non ufficiali nella regione di confine del Donbas, dando inizio a un conflitto che poi sarebbe sfociato nell'invasione russa del 2022.
Dunque nel 2019 l'Ucraina, sotto attacco russo, conta molto sugli aiuti economici degli USA che le sono stati offerti dal presidente Obama. Ma nel 2019 al posto di Obama c'è il suo successore, che sta già facendo i calcoli in vista delle elezioni presidenziali del 2020: è chiaro che il candidato rivale del Partito Democratico sarà Joe Biden, già vicepresidente con Obama.
Il figlio di Biden, però, è nel consiglio di amministrazione di una compagnia ucraina produttrice di gas naturale, quindi il presidente in carica concepisce un piano che se funziona gli darà un vantaggio politico, ma se fallisce sarà un ulteriore favore allo Zar: il piano è ricattare il presidente ucraino Zelensky.
Nel corso di una telefonata nel luglio 2019, il presidente USA ordina a Zelensky di organizzare in Ucraina una falsa inchiesta sugli affari della famiglia Biden, in modo da creare uno scandalo artificiale che spazzi via il rivale democratico prima delle elezioni; se Zelensky non obbedisce, per punizione gli USA sospenderanno i loro aiuti all'Ucraina.
Senonché la telefonata trapela e diviene evidente che il presidente USA sta minacciando un paese amico, l'Ucraina, per i propri interessi elettorali; e che, oltretutto, l'Ucraina è stata scelta come vittima proprio perché sotto attacco da parte della Russia.
Per questo scatta il primo procedimento di impeachment, per abuso di potere: nel lungo dibattito al Congresso degli Stati Uniti si dice chiaramente che il presidente USA è sotto "influenza straniera" (cioè da parte della Russia), in parole povere che è un traditore.
A quel punto il presidente USA ha bisogno di distogliere l'attenzione della parte più ignorante della sua popolazione: gli occorre pertanto una vittoria immediata in Medio Oriente, con i soliti pretesti di "guerra al terrore" di cui la maggioranza degli statunitensi non capisce nulla, ma che è sempre pronta ad applaudire.
Viene scelto come bersaglio il generale iraniano Qasam Soleimani, capo delle operazioni clandestine della Guardia Rivoluzionaria. Il 3 gennaio 2020, mentre Soleimani si trova in Iraq, un drone USA uccide lui e la sua scorta: un atto di guerra del tutto immotivato, che il presidente USA presenta al proprio pubblico come un successo militare ma che per l'Iran è un attentato terroristico.
Per qualche giorno il mondo trattiene il fiato, aspettandosi che scoppi la guerra tra USA (il cui presidente è al servizio della Russia) e l'Iran (alleato della Russia). Ma, forse perché sono entrambi amici della Russia, avviene qualcosa di incredibile.
Mentre la tensione cresce, l'8 gennaio 2020 la contraerea di Teheran scambia per "un missile USA in discesa sulla capitale iraniana" quello che è semplicemente un aereo civile che sta pacificamente decollando all'ora stabilita dall'aeroporto e lo abbatte.
E non è un aereo qualsiasi: è il volo 752 della compagnia Ukraine International Airlines. Un aereo ucraino diretto a Kiev, abbattuto con 176 persone a bordo e nessun superstite.
Dopo questo presunto errore (come si fa a scambiare un aereo in partenza per un missile in arrivo?) si spegne di colpo la tensione tra USA e Iran.
Sarà un caso che, quando il presidente USA (al servizio della Russia), per nascondere uno scandalo a danno dell'Ucraina (paese sotto attacco dalla Russia), uccide un generale dell'Iran (paese alleato della Russia) l'Iran si accontenti, come risposta, di abbattere un aereo civile dell'Ucraina? Ho esposto le mie ipotesi in un mio articolo in proposito del 2022 e nel recente articolo sull'attuale guerra in Iran.
Fatto sta che il presidente USA ha avuto la sua "vittoria" e, nel frattempo, grazie al Partito Repubblicano che lo difende a spada tratta, esce indenne dall'impeachment e rimane tranquillo alla Casa Bianca, come se niente fosse.
Ma tra qui e le elezioni ci sono di mezzo il Covid-19 e 400.000 statunitesi morti. Nonostante l'attività frenetica della propaganda da parte dei troll russi (in particolare quelli della Internet Research Agency di proprietà di Prigozhin detto lo "chef del Cremlino", vecchio amico dello Zar dei tempi di San Pietroburgo e capo della milizia nazista al servizio di Mosca chiamata Gruppo Wagner) il presidente non riesce a farsi rieleggere.
Allora gioca la carta della guerra civile.


Attacco alla democrazia
Tra le elezioni a novembre e l'insediamento alla Casa Bianca in gennaio, negli USA c'è un intervallo di tempo in cui il vincitore, il president elect, aspetta paziente di subentrare al suo predecessore, ancora in carica.
Il 6 gennaio 2020 il Congresso deve formalizzare la vittoria di Joe Biden del Partito Democratico, perché possa assumere l'incarico due settimane dopo.
Ma la mattina del 6 gennaio il presidente uscente, che afferma da mesi che le elezioni siano state "truccate" (non è vero: i voti sono stati controllati e ricontrollati minuziosamente), convoca i suoi seguaci più fanatici nei pressi della Casa Bianca e li invita a marciare su Capitol Hill, sede del Congresso.
Dopodiché 2000-2500 persone danno l'assalto al Congresso, interrompendo la procedura in corso e devastando l'edificio.
La battaglia dei rivoltosi contro le forze dell'ordine dura oltre cinque ore: uno di loro muore colpito da un proiettile, un altro di overdose, altri due di infarto; cosa che accadrà anche a un poliziotto, mentre altri 174 agenti rimangono feriti.
Solo quando ha constatato che la rivolta popolare da lui scatenata non può rovesciare le sorti delle elezioni, dopo le quattro del pomeriggio, il presidente uscente manda un messaggio sulle reti sociali, in cui loda i rivoltosi ma li invita a tornare a casa.
Vengono trovate alcune bombe al Congresso e altre qua e là a Washington DC, ma nessuna esplode. Oltre mille persone saranno condannate per questo episodio senza precedenti nella Storia degli USA: una rivolta istigata dallo stesso presidente per mantenere il potere, sovvertendo le leggi democratiche del Paese.
Lui è ancora in carica quando viene avviato il secondo impeachment, anche se è ormai fuori dalla Casa Bianca il giorno in cui comincia il procedimento, con l'accusa di istigazione alla rivolta.
E anche in tale occasione quest'uomo che da traditore è diventato anche golpista, per quanto incredibile possa sembrare, riesce a farla franca grazie ai voti in suo favore del Partito Repubblicano, pertanto potrà candidarsi alle elezioni successive.
Il reato commesso, tuttavia, è di tale gravità, che viene avviata anche una causa penale - altro caso unico nella Storia - contro l'ex presidente. Tuttavia i preparativi del processo, soprattutto per chiarire a livello giuridico se l'imputato goda ancora di qualche immunità per gli atti compiuti mentre era in carica, risultano così lunghi che nel frattempo questi, il 6 novembre 2024, riesce a farsi eleggere per un secondo mandato: a questo punto, come president elect, non può essere portato a giudizio.


Ritorno alla Casa Bianca
Come ha fatto l'agente di una potenza straniera a farsi rieleggere alla massima carica negli USA, vale a dire presidente e al tempo stesso comandante in capo delle Forze Armate?
Si può considerare che il suo rivale Joe Biden, un uomo malato e oggetto di diffamazione per tutta la sua presidenza, non ha avuto le forze per condurre un'intera nuova campagna elettorale e l'ha dovuta abbandonare nel bel mezzo, lasciando la candidatura del Partito Democratico alla sua vicepresidente, Kamala Harris.
Si può considerare che Kamala Harris, come nuova candidata del Partito Democratico, si sia trovata a dover organizzare una campagna elettorale con scarso preavviso e pochi mesi a disposizione, mentre il suo rivale del Partito Repubblicano non ha mai smesso di autopromuoversi dal 2016.
Senza contare che il 16 marzo 2016, durante la sua prima campagna elettorale, il candidato repubblicano aveva dichiarato che, se non fosse stato eletto, i suoi seguaci avrebbero scatenato una rivolta, cosa poi avvenuta sul serio dopo la mancata elezione del 2020; il 16 marzo 2024 ha minacciato che, se stavolta non fosse stato eletto, ci sarebbe stato "come minimo un bagno di sangue", una minaccia purtroppo da prendere sul serio.
E poi c'è l'attentato fallito al candidato repubblicano avvenuto in Pennsylvania nel luglio 2024 durante la campagna elettorale, in cui il giovanissimo aspirante killer gli avrebbe addirittura asportato un orecchio con un proiettile, prima di essere abbattuto dalle forze di sicurezza; per motivi tuttora inspiegabili, una volta tolta la benda, l'orecchio del candidato repubblicano era ancora integro e al suo posto: ciò costituirebbe il primo autentico miracolo mai riscontrato sul territorio degli Stati Uniti d'America, quindi forse i suoi seguaci lo credono un nuovo Messia.
Andrebbe considerato anche che in vari seggi sono state riscontrate discordanze tra il numero di votanti dichiarati del Partito Democratico e il numero molto inferiore dei voti effettivi al Partito Democratico: guarda caso, poco prima delle elezioni sono state cambiate le macchine elettroniche (vagamente simili a un bancomat) su cui l'elettorato vota in moltissimi Stati; ma stavolta nessuno ha ricontrollato i risultati.
La vera tragedia, però, è che negli Stati Uniti molta gente non ha capito un accidente di cosa sia successo negli otto anni precedenti e ha ascoltato soltanto le bufale in campagna elettorale del cadidato repubblicano (inclusa la delirante teoria secondo cui gli immigrati rapirebbero gattini e cagnolini per mangiarli) e soprattutto il suo slogan "Rendere l'America di nuovo grande", da cui la sigla MAGA (Make America Great Again).
Il giorno stesso del suo insediamento - il 20 gennaio 2025 - il presidente traditore autorizza la scarcerazione dei rivoltosi che quattro anni prima assaltarono il Congresso e riprende il suo vecchio programma.
O meglio, il programma dello Zar.



Il programma dello Zar per la Casa Bianca
Il presidente USA è al suo secondo mandato e molto presto comincia a parlare di riforme che gli permettano di inanellarne un terzo (la stessa manovra già fatta dallo Zar in Russia, che un passo dopo l'altro si è garantito la possibilità di restare al potere per un tempo illimitato), ma non sembra che la proposta abbia immediato successo.
Tuttavia, posto che quello in corso sia davvero il suo ultimo turno alla Casa Bianca, per poi passare le consegne al suo vicepresidente J. D. Vance come possibile prossimo candidato del Partito Repubblicano, c'è un termine temporale da rispettare: il voto di Midterm (metà mandato) del novembre 2026, che di solito rappresenta un giudizio dell'elettorato sull'amministrazione al potere e potrebbe togliere la maggioranza ai repubblicani in Parlamento, limitando perciò la libertà di azione del presidente.
Quindi non c'è tempo da perdere: il padrone ha fretta.
Ricordiamo allora quali sono gli interessi primari dello Zar:
-neutralizzare gli Stati Uniti d'America come potenza rivale, sul piano economico, militare e sociale, in modo che non possano più interferire in futuro con l'imperialismo russo
-neutralizzare la NATO, che dopo l'invasione dell'Ucraina si è rafforzata: sono entrate a farne parte persino Svezia e Finlandia, che si erano mantenute neutrali dal 1945 fino al 2022, ma ora temono l'evidente espansionismo russo
-neutralizzare almeno sul piano economico, l'Unione Europea, che già la Russia riesce a danneggiare politicamente dall'interno grazie ai voti all'Europarlamento dei vari partiti di estrema destra da lei finanziati
-appoggiare l'invasione della Russia in Ucraina, ma nel frattempo creare situazioni che distolgano da essa l'attenzione del mondo (come già avvenuto con la guerra del premier israeliano contro Gaza)
-sostenere la politica di guerra del premier israeliano, legato allo Zar da amicizia personale e affari
-togliere le sanzioni alla Russia che gli USA, sotto la presidenza Biden, hanno messo in atto dopo l'invasione in Ucraina
-ridurre i vincoli alla proliferazione nucleare della Russia, attività cui il presidente USA si sta dedicando già dal suo primo mandato
-rilevare il controllo di paesi dell'America Latina alleati della Russia, che forse ormai sono di peso allo Zar, come il Venezuela e Cuba
-e probabilmente (questa è solo una mia ipotesi) favorire in Iran, alleato della Russia, non un vero cambio di regime, ma una rimozione dell'attuale cupola di potere e la sua sostituzione con uomini più vicini agli interessi dello Zar e del premier israeliano.


Come distruggere gli USA (e il mondo)
Vediamo ora come l'attuale presidente sta soddisfacendo tutte queste necessità.

Per quanto riguarda NATO e Unione Europea:
-ha ripreso il suo discorso contro gli alleati negli stessi termini del suo programma pubblicato sui giornali il 2 settembre 1987, sostenendo che l'Europa, stavolta menzionata esplicitamente, sottrae fondi agli USA
-ha imposto ai paesi della NATO di aumentare le proprie spese militari, con il relativo impegno economico, mostrando un trattamento di favore a quelli che lo assecondano (Italia) o che sono già amici della Russia (Slovacchia, Ungheria) e osteggiando quelli che invece manifestano autonomia di scelte, in particolare la Spagna
-ha addirittura minacciato di invadere la Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca sotto la tutela della NATO, il che comporterebbe una tragica assurdità: quando un Paese della NATO viene aggredito, gli altri devono accorrere in sua difesa, ma in questo caso si troverebbero contro il principale Paese della NATO, causando la sconfitta esistenziale dell'Alleanza
-con i dazi imposti a vari paesi europei, crea problemi economici sia all'Unione Europea, sia agli stessi USA, dove aumentano sempre più i prezzi al consumo
-rappresenta un ulteriore vantaggio per lo Zar, sul piano dell'influenza sull'Europa: alcuni paesi dell'Unione Europea hanno governi che mantengono rapporti così stretti con la Russia da boicottare iniziative europee sgradite allo Zar (per esempio, l'Ungheria blocca i prestiti europei all'Ucraina); ma, in altri paesi, certi legami evidenti verso la Russia sono visti con sospetto (in Francia, per esempio, sono costati la sconfitta elettorale alla candidata dell'estrema destra); ma nei paesi storicamente alleati degli USA (come l'Italia) è normale e pubblicamente accettato che ci sia collaborazione con la Casa Bianca. Ciò permette di fare il gioco dello Zar facendo in apparenza quello degli USA, che nei fatti, sotto l'attuale presidente, non sono più realmente alleati dell'Europa.

Per quanto riguarda il mondo:
-tutela le azioni militari della Russia in Ucraina con falsi piani di pace che spingono verso una maggiore occupazione russa, lasciando che continuino i bombardamenti e la guerra, che dal 2022 ha fatto oltre centomila vittime ucraine e oltre un milione di morti fra i militari russi (ma allo Zar non importa quanti dei suoi muoiano)
-sostiene l'espansionismo in Palestina del premier israeliano, creando una Board of Peace fittizia che nel frattempo non solo permette di continuare a colpire Gaza (dove dal 7 ottobre 2023 sono morti 72.000 palestinesi), ma anche di estendere l'occupazione illecita della Cisgiordania da parte dei coloni israeliani
-partecipa con tutto il peso delle forze armate USA agli attacchi del premier israeliano contro l'Iran (su cui tra poco approfondirò il discorso) e fiancheggia quelli in Libano
-con un'azione militare illecita e sulla base di false accuse di narcotraffico, ha sequestrato il presidente venezuelano Maduro e sua moglie per metterli sotto processo negli USA, lasciando però intatto il resto del governo a Caracas, chiedendo in cambio il controllo delle sue risorse petrolifere
-nel frattempo si è fatto consegnare il Premio Nobel per la Pace assegnato nel 2025 alla leader dell'opposizione venezuelana, che forse sperava in un cambio di regime, ma è stata fatta entrare e uscire in modo umiliante dalla porta di servizio della Casa Bianca e, naturalmente, è stata tenuta fuori dal Venezuela
-con la sospensione delle forniture di petrolio venezuelano, ha messo in ginocchio la già vacillante economia di Cuba, minacciando ora di occuparla militarmente con un'altra azione contraria al diritto internazionale (e in questo asseconda anche gli interessi del suo Segretario di Stato, Marco Rubio, figlio di immigrati clandestini cubani degli anni '60 e fanatico cattolico, che vorrebbe prendere possesso dell'isola).

Per quanto riguarda gli USA:
-con la sua politica imperialista, sta distruggendo l'immagine internazionale degli Stati Uniti d'America come Paese democratico, riaccendendo in tutto il mondo vecchi sentimenti antiamericani che per tradizione aumentano le simpatie nei confronti della Russia, che qualcuno ancora crede "avversaria degli USA" e "anticapitalista"
-ha affidato al miliardario Elon Musk (uno dei maggiori finanziatori della sua campagna elettorale) il compito di tagliare personale e programmi nell'Istruzione, nella Sanità e in altri campi, e di chiudere l'agenzia federale che si occupava di aiuti umanitari, fondata dal presidente Kennedy nel 1961
-minaccia continuamente di limitare la libertà di stampa e di espressione, così come di restringere il diritto di voto (per esempio, limitando o vietando i voti per posta, escludendo transgender il cui nome attuale non corrisponda più a quello registrato alla nascita...), tutti sintomi inequivocabili di aspirazioni dittatoriali
-fa di tutto per dividere il Paese in due, fin da quando ha dispiegato la Guardia Nazionale in aree governate dal Partito Democratico (non dimentichiamo che negli Stati Uniti, in quanto tali, ogni Stato ha il proprio governo autonomo).
-ha trasformato l'ICE (Immigration and Customs Enforcement, agenzia federale che controlla immigrazione e dogana sul territorio USA) in una polizia di regime potenziata da finanziamenti straordinari, i cui agenti mascherati sono ora autorizzati a sequestrare, rinchiudere e deportare immigrati e richiedenti asilo, bambini compresi, e - come si è visto a Minneapolis - a uccidere impunemente due cittadini statunitensi
-in sostanza, fa di nuovo le prove generali di una guerra civile, che, se scoppiasse, distruggerebbe le fondamenta degli stessi USA, cancellandone oltretutto il ruolo di potenza internazionale.

La canzone di Bruce Springsteen per la vittime dell'ICE

Iran: l'ultimo atto (per ora)
Con il suo comportamento bizzarro e i suoi capricci, ogni giorno il presidente USA distrae tutti dai veri problemi che sta causando:
-fa abbattere e ricostruire l'Ala Est della Casa Bianca per realizzare una costosissima sala da ballo di cui nessuno sentiva il bisogno
-fa realizzare da Amazon (e imporre nelle sale cinematografiche di mezzo mondo) un improbabile "film documentario" su sua moglie, che esce quando i cadaveri di Minneapolis sono ancora caldi
-costringe i suoi ministri e collaboratori a indossare un certo tipo di scarpe
-se ne esce di continuo con affermazioni offensive e imbarazzanti.
Persino lo scandalo latente degli Epstein Files - i dossier raccolti dal Dipartimento di Giustizia sull'organizzatore pedofilo di una rete di prostituzione per VIP, che collaborava con i servizi segreti russi e israeliani - in cui aleggiano gravissimi sospetti di stupro di ragazzine da parte dell'attuale presidente USA, tutto sommato gli serve per distogliere il suo Paese e il mondo dai propri obiettivi.

L'ultimo atto (per ora) è la guerra in Iran, condotta fianco a fianco con il premier israeliano - amico suo e dello Zar - che a sua volta ha bisogno di impegnarsi in conflitti internazionali per evitare i processi per corruzione rimasti in sospeso in patria (ma nel frattempo uno dei giudici isrealiani che indagavano su di lui è morto in un incidente).
Già nell'estate del 2025 il presidente USA e il premier israeliano hanno scatenato un conflitto limitato contro l'Iran - la Guerra dei Dodici Giorni - sostenendo di averne così neutralizzato per sempre la possibilità di costruire bombe nucleari.
Ma sabato 28 febbraio 2026 USA e Israele hanno attaccato di nuovo l'Iran: una guerra di offesa, non di difesa, quindi non autorizzata dall'ONU; non autorizzata dalla NATO (che agisce solo in chiave difensiva dei propri territori); ma non autorizzata neppure del Congresso USA, perché per legge il presidente può muovere guerra senza alcuna autorizzazione solo nel caso che esista un pericolo reale e inequivocabile di attacco imminente agli USA.

Ma il presidente USA ha addotto i seguenti falsi pretesti:
-l'Iran sarebbe stato sul punto di costruire bombe nucleari (ma non era stato già impedito nel 2025 con la Guerra dei Dodici Giorni?)
-l'Iran, con le sue (inesistenti) bombe nucleari montate su missili, potrebbe colpire gli Stati Uniti (posto che i missili iraniani siano in grado di arrivarci)
-l'Iran finanzierebbe terroristi a livello mondiale che minacciano anche gli USA (falso: l'Iran ha finanziato i guerriglieri Houthi nello Yemen, i guerriglieri Hezbollah in Libano, le milizie di Hamas a Gaza, ma nessuna organizzazione terrorista che operi al di fuori del Medio Oriente)
-l'Iran non è un Paese democratico (vero, come ha dimostrato la sanguinosa repressione da parte del regime delle manifestazioni tra dicembre 2025 e gennaio 2026) e l'intervento di USA e Israele vi porterà la democrazia (falso, perché non si esporta certo la democrazia bombardando una scuola elementare femminile e facendo 180 vittime, per la maggior parte bambine)
-l'Iran, grazie all'intervento di USA e Israele, avrà un definitivo cambio di regime (falso perché, uccidendo con missili e bombe gli uomini attualmente al potere, si può solo farli sostituire da uomini dello stesso regime... ed è probabile che tali uomini siano già d'accordo con lo Zar, che altrimenti si sarebbe opposto a questo conflitto).

I veri obiettivi della guerra in corso in Iran sono le sue conseguenze a livello globale, che guarda caso non toccano la Russia dello Zar:
-aumento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati in Europa e USA, dal momento che la guerra sta coinvolgendo più o meno tutti gli Stati produttori di petrolio in Medio Oriente
-ulteriore aumento del prezzo del petrolio e dei suoi derivati, ma anche di altri prodotti, dal momento che - come era prevedibile - l'Iran blocca il passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz
-per la stessa ragione, carenza di prodotti trasportati normalmente via mare attraverso lo Stretto di Hormuz, con ulteriore aumento dei prezzi in Europa e USA
-ulteriore aumento dei costi, soprattutto in Europa, perché il rincaro del petrolio influisce sia sulle macchine agricole sia sul trasporto su strada e quindi sui prezzi al consumo, causando la quarta crisi economica degli anni Duemila dopo quell globale del 2008-2010, quella conseguente alla pandemia del 2020-21 e quella energetica dovuta alla guerra in Ucraina dal 2022
-con il pretesto di allentare la crisi, rimozione da parte degli USA di sanzioni economiche alla Russia, che nel frattempo si ricandida a rifornire di petrolio l'Europa, per tornare a tenerla in pugno sul piano energetico
-caos anche nei trasporti aerei, con il blocco dei voli internazionali che fanno scalo nell'area ormai vasta del Medio Oriente, o semplicemente la devono sorvolare
-destabilizzazione del Medio Oriente, con gravi conseguenze anche sulle economie dei Paesi Arabi
-tensioni fra gli USA e i suoi "alleati" europei, alcuni dei quali evitano di schierarsi al suo fianco mentre altri non sanno come comportarsi
-creazione di situazioni di emergenza che coinvolgono i paesi europei, dalla difesa di Cipro - colpito da un drone-kamikaze iraniano lanciato da Hezbollah - all'evacuazione di emergenza di cittadini europei dalle zone di guerra
-enome consumo di armamenti da parte degli USA e distruzione di loro costosi impianti e strutture in Medio Oriente, con danni economici agli USA e indebolimento delle loro effettive capacità militari
-e, non certo ultimo, il crescente numero di vittime, che in tre settimane ha superato i 3000 morti dovuti alla guerra contro l'Iran, altro sangue versato dopo l'ennesima brutale repressione, da parte del regime dell'ayatollah Khamenei, delle proteste popolari tra 2024 e 2025.
Intanto la guerra si espande anche al Libano e si prolunga indefinitamente, il premier israeliano evita per ora i suoi processi, il presidente USA sfugge per ora alle conseguenze degli Epstein Files, resi pubblici solo in parte dal Dipartimento di Giustizia di Washington..
Secondo gli annunci del presidente USA, un giorno ha già vinto, il giorno dopo non ancora. Non si sa quanto a lungo possa durare questo conflitto irrazionale, che sembra gestito in modo casuale ed è già punteggiato di gravi crimini di guerra. Ma intanto si creano enormi problemi in tutto il mondo.
E tutto a causa dell'attuale presidente degli Stati Uniti d'America.


Conclusione
In sintesi, l'attuale presidente USA non è solo un pittoreco bambinone di ottant'anni, ricco, viziato e violento, con segni di demenza sempre più frequenti, che vuole sempre averla vinta lui... e già questo basterebbe per renderlo estremamente pericoloso, considerando che è circondato da individui servili che assecondano i suoi capricci e ha il controllo delle armi nucleari del suo Paese.
Come nell'illustrazione che ha aperto questo post, il presidente USA è soprattutto un'enorme creatura impazzita che si rigira furiosamente alla Casa Bianca, distruggendo non solo l'Ala Est, ma devastando gli USA e la NATO dall'interno, e l'Europa dall'esterno.
Insomma, la Guerra Fredda non è finita né nel 1989 né nel 1991: il KGB l'ha solo messa nel freezer e lo Zar l'ha scongelata solo quando, piazzata la Cosa nella Casa Bianca, ha avuto finalmente la possibilità di vincerla.

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