Mi è stato chiesto per quale motivo la Spagna abbia vietato l'impiego di proprie basi aeree all'aviazione statunitense durante l'attacco di USA e Israele all'Iran.
La prima ragione, espressa dal premier socialista spagnolo Pedro Sanchez e dal suo ministro degli Esteri José Manuel Albares, è l'illegittimità del conflitto:
-non è un intervento autorizzato dall'ONU, ma un'idea del presidente USA e del premier iraniano
-non è un'azione difensiva della NATO, ma un'ingiustificata azione offensiva di USA e Israele contro uno Stato sovrano e il fatto che sia una dittatura brutale non autorizza bombardamenti, specialmente sulle scuole elementari
-oltretutto, è una guerra non autorizzata dal Congresso USA, né giustificata da una situazione di pericolo per il Paese, bensì una decisione arbitraria della Casa Bianca.
Rifiutare di essere complici di una guerra contraria alle leggi internazionali non significa schierarsi a favore della dittatura iraniana, significa opporsi ad azioni irresponsabiili di estrema gravità.
La seconda ragione è la coerenza del governo spagnolo, che:
-dall'ottobre 2023 ha inviato aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, anche con lanci aerei, aggirando il blocco imposto dal governo israeliano, per aiutare la popolazione civile palestinese
-insieme a Irlanda e Norvegia, ha riconosciuto lo Stato Palestinese il 28 maggio 2024, il che non significa prendere le parti di Hamas, bensì prendere le parti della popolazione civile palestinese vittima della persecuzione del governo israeliano, a Gaza come in Cisgiordania
-nel 2025 ha rifiutato l'imposizione del presidente USA ai paesi europei - con la falsa accusa che non farebbero la loro parte nella NATO - di aumentare le spese militari al 5% del PIL, mantenendole come precedentemente stabilito al 2%.
A differenza di altri, la Spagna non si fa dettare la propria politica da nessuno.
La terza ragione è che ventidue anni fa la Spagna, sotto il governo di tutt'altro partito, pagò un alto prezzo di sangue per avere assecondato una guerra ingiustificata in Medio Oriente voluta da un altro presidente USA: nel 2003, servendosi di pretesti infondati, George Bush Jr. attaccò l'Iraq di Saddam Hussein (II Guerra del Golfo); il governo spagnolo di Aznar (del Partido Popular, ufficialmente di centro-destra, ma già allora di destra) partecipò con gioia alla coalizione nel 2003; l'11 marzo del 2004 una serie di attentati terroristici messi a segno a Madrid come rappresaglia di un gruppo legato ad al Qaeda ebbe un bilancio di 192 morti e 2057 feriti.
Se desiderate approfondire quella vicenda, potete leggere un mio articolo in proposito.
La quarta ragione è che, a mio avviso, il governo spagnolo ha perfettamente chiare le chiavi di lettura che ho indicato nel post precedente e non intende stare al gioco né del presidente USA, né del leader del Cremlino, né del loro amico premier israeliano.
Anche perché la Spagna, già da anni sotto "attacco ibrido" da parte del Cremlino (ne parlerò in un prossimo articolo), ultimamente è anche bersaglio di critiche non solo della Casa Bianca, ma anche di persone a essa vicine.
Un esempio: nel febbraio 2026 il governo di Pedro Sanchez ha annunciato la regolarizzazione di mezzo milione di immigrati che lavorano in Spagna. Dalla propria rete sociale X, il tecno-oligarca Elon Musk - sostenitore del presidente USA e dell'ultradestra europea . ha accusato il premier spagnolo di essere "un tiranno" e "un traditore", richiedendo che venga arrestato.
Vedendosi negate le basi spagnole ai fini degli attacchi all'Iran, il 3 marzo il presidente USA ha dichiarato che la Spagna è "un cattivo alleato" e minacciato di chiudere ogni rapporto commerciale con essa, "tanto non hanno niente che ci serve". E oggi, puntuale, il quotidiano spagnolo ABC (voce di una destra che è sempre più asservita all'ultradestra) accusa Sanchez di "slealtà" nei confronti degli alleati USA. Nonostante, con l'attuale presidente, gli USA non siano più nostri alleati.
Ci sono ragioni serissime se il governo spagnolo si comporta con coerenza, rispettando le leggi internazionali, un'etica umanitaria e quello che dovrebbe essere lo spirito dell'Unione Europea. Ve le spiegherò in un prossimo articolo, anticipandovi il mio giudizio: in questo momento storico, faremmo bene a essere tutti al fianco della Spagna.

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