Con quanti zeri si scrive sterminio?

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Dati riportati e analizzati da Andrea Carlo Cappi

Non c'è molto da fare contro la disinformazione. Una volta che un'idea distorta è lanciata nell'aria, è molto più seducente dei dati oggettivi, che cerco qui di riportare, in base alle fonti più attendibili, riassunti da una pagina wikipedia in lingua inglese che a sua volta nelle note indica le fonti originarie. Qui trovate le informazioni dettagliate in italiano.
La falsa affermazione di partenza: nella regione ucraina del Donbass (Donetsk e Luhansk) tra il 2014 e il 2021 sarebbe stato in corso un genocidio da parte degli ucraini a danno degli abitanti di lingua/etnia russa. Questo giustificherebbe la cosiddetta operazione militare speciale russa. Ma c'è davvero stato un genocidio? Quanti sono davvero i morti tra i civili? Cosa è successo in Donbass e perché? Seguono risposte comprensibili a chi voglia leggere le informazioni più realistiche.

Il numero delle vittime in Donbass 2014-2021
A partire dal 6 aprile 2014, data dell'invasione russa che ha seguito il cambio di governo in Ucraina (dopo ne parliamo), il numero totale di morti risulterebbe, con le debite approssimazioni:
13.100-13.300 vittime fino al 31 gennaio 2021 (secondo l'ONU)
14.000 vittime fino al 13 maggio 2021 (secondo il governo ucraino).
Le vittime totali includono chiunque sia morto di morte violenta a causa della guerra su entrambi i fronti, quello ucraino e quello filorusso, e tra i civili. Non è la cifra delle vittime russe o filorusse, né tantomeno il numero di vittime civili, come comunemente si afferma: è la cifra delle vittime totali, di ogni nazionalità, compresi i giornalisti e i passeggeri innocenti di un aereo malese, del tutto estraneo, che sorvolava l'area del conflitto.
Secondo fonti ucraine, ci sarebbero 4.641 caduti tra le forze combattenti dalla parte dell'Ucraina, che includono l'Esercito ucraino, la Guardia Nazionale Ucraina in cui sono state poi inquadrate per motivi contingenti le formazioni di volontari nate nel 2014 dopo la secessione del Donbass (tra cui il famigerato Battaglione Azov di matrice nazista) e altre formazioni irregolari.
Tra i combattenti indipendentisti filorussi di Donetsk e Luhansk ci sarebbero 5.975 caduti. La cifra non include i civili di lingua/etnia russa, solo i combattenti. Fonte: l'ONU e le stesse repubbliche indipendentiste. Va tenuto presente che a questi combattenti si sono aggiunti volontari filorussi (alcuni dei quali nazisti) ed è probabile una presenza della milizia privata russa Gruppo Wagner, ritenuta di ideologia nazista. A tutti costoro, stando all'US State Department, andrebbero aggiunti 400-500 militari russi caduti nel Donbass.
E veniamo alla parte più importante che, se i dati esatti sono questi, dimostra che non si tratta di genocidio, ma di guerra civile.
Risultano 3.393 vittime civili (secondo l'ONU), di cui 312-313 non ucraini, inclusi:
-298 passeggeri del volo Malaysian Airlines 17 che sorvolava la regione di Donetsk (Donbass), abbattuto il 17 luglio 2014 da un missile russo lanciato presumibilmente dalle forze locali filorusse (quindi non ucraine) a causa di un tragico errore, voglio sperare; un evento simile si è verificato nel 2020 nei pressi dell'aeroporto di Teheran, dove fu abbattuto, guarda caso, un aereo ucraino.
-probabilmente 14 giornalisti e loro collaboratori; tra questi l'italiano Andrea Rocchelli e il suo interprete, uccisi quasi certamente da una formazione legata alla Guardia Nazionale Ucraina.
Se questi sono i veri dati oggettivi, una cifra anche superiore alle 3000 vittime innocenti in otto anni di guerra civile è una tragedia ma non è un genocidio: per quanto sia orribile da dire, indica che entrambe le parti in causa si sono moderate. Nel primo mese di guerra in Ucraina del 2022, le vittime civili sono stimate a seconda delle fonti tra oltre 1100 e oltre 6000. Allora dovremmo dire che è la Russia a compiere un genocidio di ucraini in Ucraina.

La causa
L'Ucraina sa cosa vuol dire "genocidio", perché ne ha conosciuti due: i milioni di morti per fame nel 1932-33 per il saccheggio delle risorse alimentari durante lo stalinismo, i milioni di morti durante l'occupazione nazista. Ignoro quante vittime abbia fatto la semplice repressione quotidiana da parte del regime sovietico dal 1945 al 1991. Per questi motivi la Costituzione ucraina vieta alla pari nazismo, comunismo e loro simboli (infatti il famigerato Battaglione Azov, nato come gruppo di volontari dopo l'intervento russo nel 2014, non usa la swastika, ma il Wolfsangel, che ormai è equivalente).
Nel 1991, quando l'URSS comincia a smembrarsi, Bielorussia e Ucraina divengono indipendenti. In Ucraina, per reazione a decenni di repressione sovietica, sono rifiutati i vecchi simboli comunisti e la lingua russa, anche se il paese è ormai bilingue, senza tenere quindi conto che c'è ancora una forte presenza russa nell'est del paese. Ed è questa l'unica vera responsabilità degli ucraini: la discriminazione etnico-linguistica, comprensibile ma non giustificabile. Ma nemmeno punibile con lo sterminio di civili e la distruzione del paese da parte dei russi.
Dopo il 1991, la Russia risolve il problema del distacco di Bielorussia e Ucraina grazie ai governi filorussi che le trasformano in paesi satelliti. Nel 2014 l'Ucraina però si ribella. Come avviene in altre repubbliche ex-sovietiche o nei paesi usciti dal Patto di Varsavia, gli ucraini vorrebbero entrare nell'UE e nella NATO, non per amore dell'una o dell'altra, non perché burattini dell'Occidente, ma perché non vogliono finire di nuovo sotto il completo dominio di Mosca.
Loro sanno cosa vuol dire vivere sotto un dittatore russo.
Gli è già costato milioni (cifra a sei zeri) di morti per fame.
Dunque nel 2014 l'Ucraina disobbedisce alla volontà insindacabile della dittatura di Mosca. La Russia risponde occupando la Crimea e spingendo Donetsk e Luhansk a dichiararsi indipendenti. Ha inizio il conflitto nel Donbass, una guerra civile con tutte le sue sanguinose conseguenze e l'odio atavico che ha un pretesto per diventare violenza. A occidente tutti si voltano da un'altra parte: le azioni militari della Russia nei territori ex-sovietici (Cecenia, Ossezia, Transnistria, Kazakhstan) sono viste come una questione interna e non si possono discutere con il Cremlino, perché altrimenti la Russia chiude i rubinetti del gas.
Ma, se davvero dopo il 2014 era in atto un presunto genocidio in Donbass, perché la Russia confinante con il Donbass, protettrice del Donbass, non ha aperto corridoi umanitari dal Donbass alla Russia tra il 2014 e il 2021, ma solo nel 2022, dopo l'invasione russa dell'Ucraina? Forse perché non era in atto un genocidio. Se fosse stato davvero in atto un genocidio, la Russia sarebbe colpevole di non avere aiutato l'etnia russa nel Donbass. Forse non c'è stato alcun genocidio in Ucraina nel nostro secolo, prima del 24 febbraio 2022. Con quanti zeri si scrive sterminio?

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