Una canzone per Toni Black

Marina Fiorentini live in Inca, Maiorca (fotocappi)

Tra i vari personaggi del mio universo chiamato "Kverse", Toni "Black" Porcell ha una storia particolare, che in questi giorni ho raccontato varie volte. Nato in un racconto che pubblicai su Facebook nel gennaio 2013, ebbe la sua prima apparizione su carta e ebook nel romanzo “Nightshade – Bersaglio Isis” nella collana "Segretissimo" di Mondadori nel 2015, ora riproposto su Amazon da Oakmond Publishing.
Nella primavera del 2016 sul webmagazine "Fronte del Blog" uscì il serial “Black”, la sua “origin story” a puntate settimanali che poi avrei raccolto in "Black Zero"Seguirono nell'estate 2016 il romanzo “Black and Blue” e nell'estate 2017 il seguito “Back to Black”. Pubblicati originariamente in cartaceo da Cordero e in ebook da Algama, ora sono tutti e tre riediti (su Amazon in entrambi i formati, cartaceo e digitale) da Oakmond Publishing: l'ultimo è uscito proprio questo mese.
Dei racconti successivi con Black, scritti per antologie, una rivista e il mio blog, due si sono visti anche in appendice a miei romanzi di "Segretissimo", dove il personaggio è apparso in altri romanzi del "Kverse" al fianco di Medina, Nightshade e Sickrose.
Ma la vera e propria trilogia di Toni Black, pubblicata solo da editori indipendenti, non ha mai goduto del grande successo di pubblico "da edicola" dei suoi compagni di avventure. E, anche quando si poteva trovare od ordinare in libreria, venne debitamente ignorata dalla critica specializzata. Succede, quando si scrive qualcosa di diverso da tutti gli altri: i sedicenti esperti non sanno riconoscere qualcosa di nuovo, originale e, permettemi, unico nel suo genere.
Insomma, tolti i suoi numerosi estimatori - a partire dallo scrittore Andrea G. Pinketts, che la considerava l'apice della mia produzione narrativa, per continuare con il regista-romanziere Aldo Lado, che adorava il personaggio e forse ne trasse persino ispirazione, per arrivare a numerosi/e colleghi/e del noir milanese che ne parlarono con entusiasmo - in Italia la trilogia di Black è passata quasi inosservata.
Inoltre, poiché nessuno dei miei editori era in grado di propormi all'estero - i più piccoli perché non ne avevano le possibilità, i più grandi per la scarsa considerazione di cui certi autori godono ai piani alti - nessuno dei miei libri era mai stato tradotto, nemmeno per il mercato spagnolo su cui sapevo e dicevo di poter giocare qualche carta.
D'altra parte in Italia, quando si decide di contenere il fastidioso successo di un autore, anche a costo di rinunciare a grossi guadagni potenziali per gli editori, non occorre un particolare sforzo per distruggerne la carriera: basta come al solito non fare nulla, una specialità nazionale.


Ora le cose sono un po' cambiate. Niente paura, solo un po'. Ma il primo volume della trilogia, “Black Zero”, è uscito in spagnolo grazie a uno dei miei editori italiani, Excalibur di Milano, in una traduzione a quattro mani: le mie e, soprattutto, quelle dello scrittore multilingue Andreu Lluch Orts, indispensabile per cogliere certe necessarie sfumature linguistiche. Questa edizione è disponibile in tutto il mondo da Amazon.es e Amazon.com.
Potrà non piacervi Amazon e soprattutto il suo proprietario, ma il paradosso è che a) senza di essa lettori e lettrici in luoghi in cui non esistono librerie sarebbero tagliati fuori dai libri
b) senza di essa molti editori sarebbero in ogni caso esclusi dalla distribuzione in libreria, su cui dominano i grandi gruppi, e quindi non arriverebbero mai al pubblico, a differenza dei libri che ai piani alti si decide che dobbiate leggere
c) senza di essa molti libri scomparirebbero o semplicemente non potrebbero mai nascere, quindi molte voci sarebbero costrette al silenzio oltre che a scarsi guadagni (c'è gente che vive di questo mestiere: non si nasce tutti ricchi)
d) senza di essa non sarebbe possibile realizzare un libro in un paese e renderlo simultaneamente disponibile nel resto del mondo.
Sì, purtroppo, senza di essa e il sostegno finanziario degli eredi del KGB, non sarebbe possibile neanche creare artificialmente dal nulla una figura politica mediante un bestseller artificiale, ma questo è un altro discorso, che ha a che fare con l'impiego degli strumenti della democrazia contro la stessa democrazia. 
Nondimeno in questo modo la democratica trilogia di Toni "Black" Porcell può essere letta finalmente anche nel luogo in cui è nata ed è stata scritta, per la precisione sull'isola di Maiorca, che come ribadisco da tempo non è (solo) un luogo da "turismo di massa", tantomeno un "posto da ricchi", ma un territorio di intenso fermento culturale. Il lavoro di ufficio stampa, come del resto già accade per la maggior parte delle mie pubblicazioni in Italia, è tutto sulle mie spalle, ma l'effetto è dirompente: interviste con giornali e radio, paragoni con i grandi maestri della "novela negra" spagnola... e qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Una canzone per Toni Black.


A dire il vero ci sono alcuni precedenti. Quindici anni fa la band italiana Signor Wolf Funk Exp si ispirò ai miei romanzi della serie Nightshade per incidere "The Hunt" nell'album "Funkonnection", distribuito anche negli USA; il brano strumentale si apre con la mia voce narrante, in italiano per il video di animazione "The Hunt", in inglese nel disco.
Undici anni fa "Il signor Capone", canzone di apertura dell'album "Liscio assassino" di Banda Putiferio, basata su un mio testo con musica di Roberto Barbini, vinse il Premio "Romagna Mia 2.0" come miglior brano di liscio dell'anno e qualcuno disse persino che richiamava alla memoria nientemeno che Fabrizio De André.
Tuttavia è stata una sorpresa quando uno dei miei nuovi lettori, il cantautore rock spagnolo Alberto Vizcaíno, entusiasta di "Black Zero" e illuminato sulla strada non di Damasco ma di Magaluf, ha deciso di dedicargli "La balada de Toni Porcell".
Conosciuto tanto per la sua carriera da solista a Madrid quanto come frontman degli Psiconautas nella natía Maiorca, Alberto ha coinvolto nella creazione del brano anche esponenti di altre band - Gabi de Los Atunos Rojos e Monse de Los Malditos - oltre alla comune amica Marina Fiorentini (nella foto in apertura) in veste di arrangiatrice di musica e testo.
Sembra insomma che i rocker residenti a Maiorca, forse perché abituati tra un disco e l'altro a leggere gli straordinari romanzi di Manuel Vázquez Montalbán e di Eduardo Mendoza, si siano davvero appassionati a un personaggio di cui in Italia importa poco o niente, anche se negli ultimi quindici anni ho visto editori milanesi tuffarsi su mediocri o addirittura imbarazzanti prodotti della narrativa spagnola, soltanto per la loro provenienza (e, per esigenze alimentari, mi è toccato pure di tradurne alcuni).
La prima esecuzione in pubblico de "La balada de Toni Porcell" è prevista al termine della presentazione del libro che si tiene mercoledì 26 agosto alle 20.30 al Cafè a Tres Bandas in plaza Barcelona 20 a Palma di Maiorca (ingresso libero, posti limitati, prenotazione obbligatoria al n. di Whatsapp 0034661922884). Per l'occasione saranno disponibili a prezzo speciale sia il libro in spagnolo, sia la trilogia completa in italiano. 

A. Vizcaíno e A. C. Cappi (foto: M. Fiorentini)

Diciamo la verità: so che, uscendo solo in cartaceo su Amazon e non presso un grande editore iberico che mi porti in tutte le librerie del regno e mi esporti in quelle dell'America Latina, non posso aspettarmi di diventare il nuovo autore bestseller della "novela negra" spagnola nel mondo.
Il slenzio in Italia sui miei trentacinque anni di carriera, con un centinaio di libri pubblicati pesa, anche all'estero. In fondo, dappertutto, la prima domanda che fanno case editrici e librerie è "Quanto ha venduto a casa sua?". Se la risposta ufficiale è "Boh", l'autore o l'autrice di turno non vengono presi in considerazione.
Ma quando un pubblico intelligente, anche se fisiologicamente ridotto nei numeri, ti legge e nel giro di poche settimane ti considera il suo nuovo scrittore preferito, permettetemi di considerarlo un piccolo successo.

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